Il Comune di Bregaglia nel Canton Grigioni è stato colpito da una catastrofe naturale alla fine dell'estate 2017.
Il 23 agosto 2017 una frana si è staccata dalla parete nord-est del pizzo Cengalo in Val Bondasca a circa 3'000 metri di quota, precipitando sul sottostante ghiacciaio e causando una colata detritica di circa 4 milioni di m3. Diverse colate sono scese dalla valle laterale fino al fondovalle e ai villaggi di Bondo, Spino, Sottoponte e Promontogno. Quasi 150 persone hanno dovuto essere evacuate per diverse settimane, una trentina di edifici sono stati distrutti; 8 persone sono state travolte in Val Bondasca e non sono più state ritrovate.
I danni alle infrastrutture pubbliche e private ammontano a più di 50 milioni di franchi.
L’accesso stradale alla Val Bondasca è di nuovo transitabile.
Dal 5 luglio 2025 è aperto il nuovo sentiero per la capanna Sciora.
Un sentito ringraziamento
La giornata di inaugurazione delle nuove opere di protezione Bondo II ha rappresentato un momento significativo per la nostra comunità. Nonostante la pioggia iniziale, il tempo ha presto concesso uno spiraglio di sole, permettendo ai numerosi presenti di partecipare con entusiasmo a questa importante manifestazione.
Nuovo sentiero escursionistico attraverso la Val Bondasca e riapertura della Capanna Sciora (CAS)
Otto anni dopo la devastante frana del Pizzo Cengalo arrivano splendide novità dalla Bregaglia: viene inaugurato un nuovo sentiero escursionistico attraverso la Val Bondasca e con esso riapre anche la Capanna Sciora (2.118 m s.l.m.), giusto in tempo per la stagione estiva.
Dopo i grandi sforzi del Comune di Bregaglia per la ricostruzione del paese di Bondo, la realizzazione di misure di protezione e di infrastrutture idriche, il Comune vuole ripristinare anche la rete di sentieri escursionistici. L’obiettivo è di restituire al territorio l’attrattività che aveva un tempo per escursionisti e scalatori.
Il bacino di raccolta dei flussi detritici è stato dimensionato a 50.000 m3 nel 2015 e si è dimostrato molto efficace. Anche la zona di pericolo è stata successivamente definita sulla base di questa struttura protettiva. Tuttavia, la frana del 23 agosto 2017, con una transizione immediata in una colata detritica così grande è straordinariamente rara a livello mondiale e tali scenari non sono quindi presi in considerazione come scenari decisivi per la designazione delle zone di pericolo.
Se le masse rocciose instabili sul pizzo Cengalo dovessero staccarsi, non c'è un pericolo diretto per gli insediamenti e le vie di comunicazione. Tuttavia, con o senza pioggia, le colate di detriti possono svilupparsi dalle masse rocciose e raggiungere Bondo.
I depositi di frana in Val Bondasca saranno lasciati in loco e non potranno essere rimossi.
Prima di avere chiarito la causa esatta degli avvenimenti non è possibile fare speculazioni sull’influsso del cambiamento climatico.
Circa 3,1 milioni di m3 sono scesi dal pizzo Cengalo e hanno spazzato circa 600'000 m3 di ghiaccio. Il 15 settembre 2017, altre centinaia di migliaia di m3 sono caduti, fermandosi sul deposito esistente.
Flusso di detriti: circa 450'000 fino a un massimo di 500'000 m3 di materiale sono stati trasportati a Bondo da flussi di detriti.
Un gruppo nazionale di esperti ha analizzato gli avvenimenti ed è giunta alla conclusione che la frana, con oltre 3 milioni di m3 di roccia, è un evento particolarmente raro. In particolare, il passaggio immediato da una frana a una colata detritica è stato osservato per la prima volta nelle Alpi.
